Roma si conferma centro nevralgico della ricerca artistica contemporanea ospitando negli spazi di 21Art una selezione ragionata che riunisce dieci protagonisti della scena internazionale: Valerio Adami, Gonzalo Borondo, Pier Paolo Calzolari, Mario Ceroli, Jan Fabre, Ahmet Gunestekin, Ania Hobson, Cristiano Pintaldi, Piero Pizzi Cannella ed Emma Talbot.
La rassegna si configura come un dialogo polifonico tra linguaggi eterogenei, capace di spaziare dal rigore concettuale dell'Arte Povera alla fluidità della pittura aniconica, fino alle nuove frontiere dell'arte pubblica. Attraverso un percorso che intreccia generazioni e visioni differenti, la mostra esplora la superficie pittorica intesa come materia viva e tridimensionale (Calzolari e Ceroli) e la costruzione di narrazioni intrise di memoria, mitologia e introspezione femminile (Fabre, Pizzi Cannella, Adami, Gunestekin e Talbot).
Occasione per riflettere sulla persistenza del segno nell'era tecnologica, l'esposizione mette a confronto la sperimentazione sui supporti di Gonzalo Borondo e l'estetica "pixelata" di Cristiano Pintaldi — che traspone l'immagine digitale nella tradizione pittorica — con lo sguardo poetico sulla quotidianità di Ania Hobson. Un'indagine profonda sul potere trasformativo dell'arte che, tra materiali innovativi e richiami classici, continua a ridefinire i confini della visione contemporanea.
